Documenti rari e preziosi

ARCHIVIO PRIVATO DELFICO-PERGAMENE 

Regesti delle pergamene dell’Archivio Dèlfico
di Donatella Striglioni Ne’ Tori

L’Archivio Dèlfico, conservato presso l’Archivio di Stato di Teramo, comprende complessivamente 27 buste e 252 pergamene che coprono l’arco di tempo 1225-1853. Con la regestazione delle pergamene può dirsi completato il riordinamento iniziato anni addietro con la schedatura della documentazione cartacea.

         Non é sembrato opportuno dare una nuova numerazione, rigidamente cronologica ai regesti; si é preferito invece rispettare la numerazione esistente nei vecchi elenchi dove di ogni pergamena vengono indicati, oltre al numero progressivo, la data topica, la data cronica, la natura dell’atto e lo stato di conservazione.

         Quest’ultima informazione peraltro é superata dal momento che quasi tutte la pergamene dell’Archivio di Stato sono state restaurate in questi ultimi anni.

         Nel presente lavoro quindi, accanto al numero progressivo sono poste la data topica e quella cronica, segue il regesto ed infine sono indicati i nomi del notaio che ha rogato l’atto e del giudice ai contratti.

         Delle 252 pergamene, 150 circa riguardano direttamente la famiglia Dèlfico da ser Marco (sec.XV) a Melchiorre (1744-1835). Vi si possono trovare compravendite, censi, enfiteusi, capitoli matrimoniali, testamenti, conferimenti di cappelle o di cariche ecc., che hanno reso possibile la ricostruzione della parte più antica della genealogia della famiglia.

         A questi vanno ad aggiungersi quei documenti, una ventina circa, che sono riconducibili ai Dèlfico per eredità, come le pergamene dei Volpi di Montorio, o per altre cause, anche se talvolta senza apparente legame.

         Non si é potuto stabilire invece alcun collegamento tra una trentina di atti privati ed il resto del fondo; non bisogna però dimenticare che l’Archivio Dèlfico é purtroppo smembrato tra l’Archivio di Stato di Teramo, la Biblioteca Provinciale di Teramo e la Repubblica di San Marino, senza contare la documentazione rimasta presso i discendenti e, pertanto, solo lo studio del materiale documentario esistente nel suo complesso, potrebbe stabilire le varie connessioni.

            I restanti atti infine, una cinquantina, riguardanti i signori di Melatino, l’Università di Teramo e quelle vicine, sono tra i più antichi ed interessanti del fondo e meritano un cenno particolare.

            Non si é a conoscenza del perché tali pergamene siano reperibili presso l’Archivio della famiglia, é certo però che i Dèlfico hanno sempre avuto parte attiva nella vita della città di Teramo.

          E’ venuto spontaneo avvicinare queste ultime pergamene a quelle dell’Archivio Storico Comunale di Teramo [1] ed ai documenti citati da Niccola Palma [2] e da Francesco Savini [3].

          La pergamena n. 8 può essere collegata alla n. 5 dell’Archivio Storico Comunale [4] trascritta dal Savini [5] attinente al trasferimento in Teramo di alcuni feudatari dei dintorni.

          La n. 14 é una sentenza del giustiziere d’Abruzzo come la n. 148 dell’Archivio Storico Comunale [6], con la stessa data anche se di contenuto diverso. La n. 15 e 16 parlano dell’occupazione di porzioni dei feudi di Melatino, Triano, Aquilano come i documenti VIII, XI, XII trascritti dal Savini [7].

          Le pergamene n. 39, 40 e 41 si occupano della vendita di porzioni del castello di Poggiocono a Teramo, come la n. 31,  33 e 152 dell’Archivio Storico Comunale [8].

          Le pergamene  n. 46, 47 e 48 infine, relative alla pace tra Teramo e Campli per il possesso del Monte di Melatino, sono citate dal Palma [9] e dal Savini [10].

          Questo rapido esame può suggerire nuovi spunti alla ricerca, del resto già avviata, come dimostrano alcune tesi di laurea depositate presso l’Archivio di Stato, le cui trascrizioni sono state tenute presenti nel corso della regestazione.

           Si ritiene doveroso far conoscere che i regesti delle pergamene n. 36, 222, 241, 246 e 252 sono stati formulati dalla Dr.ssa Claudia Rita Castracane, direttore dell’Archivio di Stato di Teramo, mentre quelli delle pergamene n. 2, 217 e 250 dalla Dr.ssa Pasquina Renzetti, funzionario dello stesso archivio, la cui collaborazione è stata preziosa nella interpretazione di alcuni punti controversi.



[1]              A. FIORI, Le pergamene dell’Archivio Storico Comunale di Teramo. In “Regesti delle pergamene degli archivi vescovile e comunale di Teramo” di C. Cappelli, G. Di Francesco, A. Fiori, Teramo, Centro Abruzzese di Ricerche Storiche, 1978.

[2]              N. PALMA, Storia  Ecclesiastica e civile della regione più settentrionale del Regno di Napoli detta dagli antichi Praetutium, né bassi tempi Aprutium, oggi Città di Teramo e Diocesi Aprutina, voll. 1-2, Teramo, 1978-1979.

[3]              F. SAVINI, I Signori di Melatino, Firenze, 1881.

[4]              A. FIORI, Le pergamene, cit., p. 148.

[5]              F. SAVINI, I Signori cit., p. 372-377.

[6]              A. FIORI , Le pergamene cit., p. 167.

[7]              F. SAVINI, I Signori cit., pp. 30-384.

[8]              A. FIORI, Le pergamene cit., pp. 154-155, pp. 168-169.

[9]              N. PALMA, Storia cit., vol. II, p.169.

[10]             F. SAVINI, I Signori cit., pp. 295-296.