Archivio privato Delfico

Nel 1940-1941 Marino e Luciano De Filippis Delfico donarono all’Archivio di Stato di Teramo manoscritti e carteggi degli antenati "nell’interesse della loro conservazione e degli studi". Il fondo, i cui estremi cronologici sono 1225-1853, è costituito da 252 pergamene e da 28 buste, non più 27, essendosi rinvenuto altro materiale cartaceo della famiglia durante il trasferimento della sede centrale dell'Istituto da palazzo Delfico alla nuova sede di corso Porta Romana. La famiglia Delfico, il cui cognome originario era "di ser Marco", faceva parte delle nuove famiglie teramane, apparteneva ai Quarantotto, termine con il quale si identifica il gruppo di famiglie patrizie che dal ‘500 al ‘700 si alternarono nell’amministrazione della città di Teramo: 48 famiglie, 12 per quartiere. La parte più consistente del fondo è costituita da atti relativi al patrimonio: compravendite, testamenti, capitoli matrimoniali, cause, censi, affitti, benefici, debiti, donazioni, conti, spese di casa, ricevute; documenti che hanno permesso di ricostruire la genealogia dei Delfico ed i legami di parentela con altre famiglie i cui atti sono presenti nel fondo: De Secada, Cicconi di Morro, Rozzi di Campli, Volpi di Montorio, Mazzocchi di Napoli - dai quali Orazio Delfico ereditò il titolo di marchese - e soprattutto De Filippis di Longano (Molise) i quali aggiungendo al proprio cognome quello dei Delfico hanno consentito la continuazione della famiglia rimasta senza eredi maschi (Marina Delfico sposa nel 1820 Gregorio De Filippis). Il personaggio più importante è Melchiorre (1744-1835) storico, filosofo, economista, uomo politico del quale sono presenti manoscritti di alcune opere, lettere, appunti e documenti che attestano la sua attività di Consigliere di Stato, carica che mantenne durante tutta la dominazione francese. Accanto a lui figure di rilievo appaiono i fratelli Giovan Bernardino (1739-1814) e Giovan Filippo (1743- 1793), il nipote Orazio (1769-1842) ed il genero di quest’ultimo Gregorio De Filippis (1800-1851), grazie ai quali nel periodo 1770-1850 la famiglia divenne centro di attrazione e di rinnova mento per tutta la provincia. Intorno ai Delfico si venne formando una numerosa schiera di amici in provincia e fuori; strinsero rapporti di amicizia con i più rappresentativi personaggi del periodo, italiani e stranieri, con i quali tennero una fitta corrispondenza di cui si trova testimonianza nelle carte. Un cenno particolare infine alle pergamene più antiche e interessanti del fondo: si tratta di una cinquantina di atti riguardanti i signori di Melatino, l’università di Teramo e quelle vicine, molto utili per la conoscenza della storia locale a partire dal XIII secolo. Documenti della famiglia Delfico sono conservati anche presso la Biblioteca provinciale di Teramo, la Repubblica di S. Marino ed i discendenti della famiglia.