Archivio notarile

Il fondo comprendeva in passato gli atti dei notai di tutto l’Abruzzo Ulteriore Primo, ma, nel 1963, a seguito dell’istituzione dell’Archivio di Stato di Pescara, i protocolli dei notai che avevano rogato in comuni compresi oggi nella provincia di Pescara, furono trasferiti in quell'archivio. Nel Regno meridionale gli Archivi notarili furono stabiliti da Gioacchino Murat con legge 3 gennaio 1809; in particolare quello di Teramo fu aperto al pubblico il 22 novembre dello stesso anno. Dopo la restaurazione, la legge del 23 novembre 1819 dettava nuove norme per il funzionamento di tali Archivi, norme che rimasero in vigore fino al tramonto del regno borbonico. Con l’unità, la legge del 25 luglio 1875 previde l’istituzione degli archivi distrettuali in correlazione con la circoscrizione dei tribunali civili e di archivi mandamentali, su richiesta ed a spese dei comuni interessati. Gli Archivi notarili distrettuali ricevevano gli atti originali ed i repertori dei notai dell’intero distretto, che avevano cessato l’attività; ricevevano inoltre le copie degli atti inviate dall’Ufficio del Registro. Il versamento delle carte agli Archivi di Stato venne sancito dalla legge 22 dicembre 1939 che fissava il passaggio agli Archivi di Stato di tutti gli atti rogati dai notai cessati dall’esercizio “anteriormente al 1° gennaio 1800” e, in seguito, dalla legge del 17 maggio 1952 che sostituiva tale termine con quello dei cento anni.