Questura - Archivio fotografico

Con l’acquisizione, nel 1989, del fondo cartaceo della Questura è pervenuta anche una cospicua raccolta fotografica costituita da 991 pezzi prodotta dall’Istituto nazionale LUCE e dal Partito nazionale fascista relativo agli anni 1941-1943. Infatti, con l’entrata in guerra dell’Italia fu incrementato l’uso, già imperante della propaganda di regime quale strumento inteso ad influire sulla psicologia collettiva. Fu ideato un “lessico di guerra” condizionato da alcuni slogan - tra i quali “ credere obbedire combattere” era il più famoso - in modo da infondere la certezza della vittoria nelle masse, tanto è vero che il verbo “vincere” dilagò nei primi anni di guerra. Tornando al tema della propaganda già con il r.d. del 5.11.1925, veniva creato l’Istituto nazionale per la propaganda e la cultura a mezzo della cinematografia, che venne chiamato “L’Unione Cinematografica Educativa LUCE.”. Con il r.d.l. 24.12.1926 n° 2210 si definirono nel dettaglio l’ordinamento e le funzioni dell’Istituto. L’art. 2 così recitava: “l’Istituto Nazionale LUCE ha per iscopo la diffusione della cultura popolare e della istruzione generale per mezzo di visioni cinematografiche messe in commercio o distribuite a scopo di beneficenza e di propaganda nazionale in Italia e all’estero. L’Istituto ha per oggetto la produzione e la diffusione di pellicole, sia di propria che di altrui fabbricazione aventi carattere didattico-educativo, artistico, culturale, scientifico, di propaganda sociale, economica, igienica, agraria, professionale e nazionale o comunque destinate al completamento della istruzione e alla elevazione della cultura generale”. Le foto pervenute, accompagnate da commenti originali, evidenziano i seguenti temi: guerra (chiamata alle armi degli studenti universitari, addestramento militare, azioni belliche sui fronti Mediterraneo, Atlantico, Egeo, riprese aeree, assistenza ai feriti, forniture ai soldati, prigionieri di guerra); industria bellica, autarchia, attività delle donne, cerimonie e manifestazioni ufficiali, attività ginniche e sportive. Le immagini, avendo il duplice intento di compattare il paese attorno all’esercito impegnato nello sforzo bellico e contemporaneamente di rassicurare la popolazione sull’andamento della guerra, sono prive di crudezza come pure non vi è traccia dei disagi e delle restrizioni alla popolazione anche se, con il passare del tempo la dura realtà si impose alle figure e agli slogans.